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Deepix
© Deepix

Selezione di ristoranti gastronomici

Voglia di una cena da buongustai ? Ecco una selezione di ristoranti gastronomici, stellati o non, con un menu goloso, raffinato e creativo.

LE CHAPON FIN

E’ già un anno che Cédric Bobinet presidia dietro i fornelli del Chapon Fin.  In un ambiente rocaille e Art Déco di questaa istituzione bordolese, il giovane cuoco propone una cucina che si rinnova sulle basi fondamentali della cucina francese. Nello stesso tempo classico e molto ricercato, il menu del Chapon Fin è un vero elogio alla cucina borghese, come l’aragosta europea “blu”, il piccione di Brannens affumicato al trancio di vite o la raffinata  torta di albicocche, timo e mandorle grigliate.

©Le Chapon Fin
©Le Chapon Fin

GAROPAPILLES

Nato nel 2014 grazie all’incontro di due appassionati di vino e gastronomia, il cuoco Tanguy Laviale e il sommelier Gaël Morand, Garopapilles non ha aspettato molto per ottenere una stella sulla Guida Michelin (2018). Una bella ricompensa per i due soci che offrono una cucina senza complessi e alla moda del momento, dove non si lesina sull’importanza degli accordi pietanza-vino. Il loro motto, « Vin d'auteurs et cuisine à la hauteur » ( « Vino d’autore e cucina alla sua altezza » ), si declina su un menù di 15 piatti e una dozzina di stuzzichini, che variano a seconda della stagione. Per l’estate, possiamo citare le ostriche cocco-menta o capesante affumicate con asparagi.

©Vincent Perillat
©Vincent Perillat

« LA »  TABLE D’HÔTES, LE 4E MUR 

Nel 2017, due anni dopo aver preso le redini del ristorante del Gran Teatro,  le 4e Mur, Philippe Etchebest decide di aprire una tavola gastronomica, all’interno delle cucine di questo ristorante : una prima mondiale ! « In questo luogo fuori del tempo, volevo che i commensali condividessero il moi universo culinario », spiega il cuoco. Ricompensato con una stella nella Guida Michelin nel 
2018 La Table d’Hôte vi accoglie sotto un soffitto a volta, intorno ad una grande tavola di frassino biondo. Per le vostre papille, il cuoco vi confeziona un menu sorpresa composto da sette pietanze  (spizzichini, due antipasti, pesce, carne, due dessert). Una cucina raffinata e moderna e un credo : il gusto

©Maxime Gautier
©Maxime Gautier

LE PRINCE NOIR 

Sulle alture di Lormont, nel castello che porta lo stesso nome, il ristorante Le Prince Noir difende « una gastronomia ancorata nella sua epoca ».  Ai fornelli, il cuoco Vivien Durand privilegia una cucina creativa contrassegnata dall’influenza basca a colpi di peperoncino piccante, di formaggio di pecora e naturalmente del maiale Ibaiana. “A otto anni, preparando un pan di Spagna con sua madre, ho capito che volevo diventare cuoco”, ricorda Vivien Durand. Nel 2015, quando aveva aperto il Prince Noir da un anno, quando ottiene una stella nella Guida Michelin.

©Le Prince Noir
©Le Prince Noir

LE PRESSOIR D'ARGENT

Nella categoria due stelle, il Pressoir d’argent tenuto da Gordon Ramsay è un imperdibile. All’interno del Grand Hôtel, c’è l’occasione di assaporare una cucina tradizionale di alta qualità ! «  Ho voglia di valorizzare le meravigliose materie prime della nostra bella regione e di mostrare che cio’ che è rustico puo’ e deve avere il suo posto nell’alta gastronomia Francese e Internazionale », dice il cuoco. Il suo piatto forte ? «un filetto bovino del  Limousin maturo, grigliato e aromatizzato ai tralci di vite,  lattughina di campo, salsa alla Bordolese. »

©Julien Faure - Bordeaux Grand Hôtel
©Julien Faure - Bordeaux Grand Hôtel

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